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Le campane di S. Francesco

Nel "Libro dell’Esito Magistrale dal primo agosto 1804 in appresso, di questo Convento di S. Francesco della Città di Troja", conservato nella Curia Vescovile, si registra "Speso per accomodo del martello della campana, carlini otto", mentre nell’ "Inventario di tutti gli oggetti esistenti nella Chiesa di S. Francesco" stilato il 15 marzo 1859 (Arch. Vescovile, Cont. Conventi e Badie di Troia) si attesta l’esistenza di "campane no 3".

Il vecchio concerto

Quando fu redatto il censimento del 1943, la chiesa della SS.ma Presentazione (oggi S. Francesco) possedeva tre campane dalle seguenti caratteristiche:

(le campane sono descritte in ordine dalla più piccola alla più grande)

CAMPANA TERZA

Suono: dolce

Diametro: 0.58 m

Altezza (escluso il ceppo): 0.56 m

Peso: 130 Kg ca.

Iscrizioni: A SPESE DELLA CONGREGA + DELLA SS. PRESENTAZIONE + NEL PRIORATO DI LEONARDO ALBANO + PASQUALE MARINELLI DI AGNONE + RIFUSE NEL 1897

Data di fusione : come da iscrizione la campana venne fusa nel 1897 da Pasquale Marinelli

Fonditore : Pasquale Marinelli

Immagini e fregi: sopra la scritta medaglione rotondo con la Presentazione al tempio della Vergine, alla parte opposta Santo con aureola, barba, tonaca e croce tra le mani, greca in alto e alla bocca, festone in basso sotto la scritta.

CAMPANA SECONDA

Suono: argentino

Diametro: 0.63 m

Altezza (escluso il ceppo): 0.62 m

Peso: 150 Kg ca.

Iscrizioni: (appena sopra la bocca) SANCTA MARIA ORA PRO NOBIS + MICHAEL TARANTINO SANCTI ANGELI LOMBARDORUM ME FECIT A. D. 1873 (Trad. Santa Maria prega per noi + Michele Tarantino di Sant’Angelo dei Lombardi mi fece nell’Anno del Signore 1873)

Data di fusione : come fa notare l’iscrizione, il bronzo venne fuso nel 1873 da Michele Tarantino di S. Angelo dei Lombardi.

Fonditore : Michele Tarantino

Immagini e fregi: in alto tutt’intorno fregio con angioletti con sotto una greca, alla bocca greca "a labirinto", in cornice di rami di palma le effigi di Santo benedicente in abito pontificale (San Gennaro?), S. Antonio di Padova con Gesù Bambino ed un ramo di gigli, Madonna immacolata.

CAMPANA PRIMA

Suono: dolce

Diametro: 0.72 m

Altezza (escluso il ceppo): 0.75 m

Peso: 270 Kg ca.

Iscrizioni: (prima riga superiore) A FULGURE ET TEMPESTATE LIBERA NOS DOMINE A. D. 1819 + (seconda riga sup.) IN HONOREM BEATAE MARIAE VIRGINIS COSTANTINOPOLITANAE + (al centro, sotto l’immagine di Sant’Antonio), DE SAIA ANGLONENSIS (Trad. (prima riga sup.) Signore liberaci dal fulmine e dalla tempesta Anno del Signore 1819 + (seconda riga sup.) In onore della Beata Vergine Maria di Costantinopoli + (al centro) Opera del fonditore Domenico Saia di Agnone).

La prima parte di questa iscrizione è esemplificativa della concezione popolare, assai diffusa in passato, secondo cui il suono delle campane purifica l’aria e scongiura dal territorio i flagelli delle tempeste, dei fulmini e della grandine. La campana prima è dedicata alla Madonna di Costantinopoli, che si trova pure dipinta all’interno della chiesa sulla pala del XVIII sec. che sormonta il primo altare a sinistra entrando.

Data di fusione: la campana venne fusa nel 1819 da Domenico Saia, membro della tramontata dinastia dei fonditori agnonesi Saia, il quale lo stesso anno realizzò la campana "del Vescovo" per il campanile della cattedrale di Troia, e la campana terza per la Chiesa di S. Giovanni Battista di Castelluccio Valmaggiore (1).

Fonditore : Domenico Saia

Immagini e fregi : Santo con Gesù Bambino nella mano sinistra e un ramo di gigli in quella destra (S. Antonio di Padova(2)), alla parte opposta Madonna con Gesù Bambino (Madonna di Costantinopoli), sulle maniglie superiori di ancoraggio teste umane.

L’attuale concerto

Oggi sul campanile di questa bella chiesa barocca, che fino al terremoto del 1960 si presentava con una caratteristica copertura "a cipolla" (abbattuta perché pericolante), sono sospese quattro campane: dopo il 1952, al concerto dei tre preesistenti bronzi, ne venne aggiunto un altro, proveniente dalla chiesa della SSma. Annunziata. L’attuale concerto è descritto di seguito in ordine di grandezza crescente, evitando di ripetere informazioni sopra elencate, e tra parentesi è indicato il numero che ciascuna campana occupava nei precedenti concerti e la sua attuale collocazione sulla torre.

CAMPANA QUARTA (campana del 1897, che nel vecchio concerto di S. Francesco era la terza, verso settentrione)

CAMPANA TERZA (campana del 1873, che nel vecchio concerto di S. Francesco era la seconda, verso sera)

CAMPANA SECONDA (campana del 1936, che nel concerto dell’Annunziata era la prima, verso meridione)

CAMPANA PRIMA (campana del 1819, che occupava il medesimo numero nel precedente concerto di S. Francesco, volta verso mattina)

L' impianto elettrico per la soneria di queste campane, dapprima realizzato dalla ditta Giannattasio di Salerno, è stato di recente sostituito e rinnovato dalla ditta Pellegrino di Squinzano (Le).La campana prima suona l’Angelus alle ore 8:00 e alle 12:00. L’Angelus di mezzogiorno è preceduto e seguito dai festosi e dolci rintocchi con i martelli di tutte le campane del concerto. La campana prima rintocca sola alle ore 16:00. Le campane di San Francesco suonano, inoltre, sempre con i martelli, tutti i giorni festivi e feriali per le messe (tre quarti d’ora e mezz’ora prima dell’inizio di ogni funzione), e in occasione delle processioni che passano nei pressi della chiesa. Per il suono a morto rintoccano lentamente con i martelli, una dopo l’altra, nell’ordine le campane quarta, terza e prima.

S. Francesco – La campana quarta, rifusa da Pasquale Marinelli nel 1897, e suoi particolari con la Presentazione della Vergine al Tempio e Santo con tonaca e croce.

S. Francesco – Campana terza e suo particolare con l’effigie di Santo benedicente in abito pontificale.

S. Francesco - La campana seconda, proveniente dal concerto dell’ex chiesa dell’Annunziata, con particolare del Vescovo in abito pontificale.
S. Francesco – La campana prima, fusa dal Saja nel 1819 e dedicata alla Madonna di Costantinopoli (particolare).

S. Francesco – Interno della campana quarta con il cosiddetto "soatto".

 

Panorama che si gode dalla torre campanaria della Chiesa di San Francesco. Si intravedono i campanili di San Giovanni al Mercato e quello della Cattedrale.

 

 

NOTE:

  1. La campana fusa dal Saia nel 1819 per Castelluccio Valmaggiore si trova registrata nel Censimento Campane della Diocesi di Troia, comune di Castelluccio Valmaggiore, compilato dal Sac. Vincenzo Zolli, Vice Parroco, il 29 giugno 1943. Il bronzo risulta alto 0.63 m, dal diametro di 0.67 m, in tonalità "Do", pesante circa 170 Kg, decorato con una figura di Vergine con palma e torre e dall’iscrizione: "Aes sonat incursus daemonis est procul + este soli motus tempestas fulmina grando + D. Michele Ricchetti A.D. 1819 + (iscrizione inferiore) De Saia Anglonesis" (Trad. Il bronzo suona ed è lontano l’assalto del demonio, si allontanino pure il movimento del sole, la tempesta, i fulmini, la grandine + D. Michele Ricchetti Anno del Signore 1819 + (iscrizione inferiore) Opera del fonditore Saia di Agnone).

  2. L’effigie di S. Antonio da Padova compare su due campane (le attuali terza e prima) della chiesa di S. Francesco: fino agli anni 1950 nel tempio esisteva una bella statua del Santo (sostituita con quella proveniente dalla Ex Cella di S. Antonio), scolpita da G. Colombo, trasferita ed ancora conservata nella chiesa di S. Maria del Carmine in frazione Giardinetto.

 
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