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  Sei su Campane di Troia
 

Le campane della Cattedrale

Riproduzione di una cartolina degli anni 1920 rappresentante la splendida facciata della Cattedrale. Sul campanile si nota la balaustra di marmo bianco eliminata negli anni 1960.

Nel tempo andato ogni momento della giornata era accompagnato dal suono delle campane della Cattedrale, che veniva così definito : "la campana" all’alba, il mattutino alle ore otto, il mezzogiorno alle ore dodici, le venti ore alle quattordici, le ventunore alle ore quindici, quando, in memoria della morte di Gesù, ai trentatré rintocchi del campanone, i Canonici si recavano al coro della Basilica per recitare l’Ufficio, le ventitré ore alle diciassette, le ventiquattrore alle diciotto, verso il calar del sole, l’ora di notte un’ora dopo il tramonto.

Non si può trascurare che qualcosa di misterioso e divino è legato alle campane della Cattedrale di Troia, come si evince dall’episodio raccontato dal Can. V. Aceto nel manoscritto inedito "Troja Sagra", conservato nell’Archivio Capitolare di Troia, alle pp. 148-149-150: "Più volte nel 1682 si sono sentite in questa Catedrale di Troia, e fra gl’altri giorno nel XI febraro giorno dedicato a detto glorioso santo (S. Secondino) tre volte la mattina di detto giorno, et in altri giorni alle volte la mattina, et alle volte prima e doppo Vespero, un suono di campane, come fusse da sotto terra, fù sentito da persone che stavano dentro la Chiesa, e da quei che stavano fuora di essa nella piazza, questi sentendono questo nuovo suono la mattina di detto giorno XI febraro (poiché nell’altri giorni parlando di quei che stavano fuora la Chiesa, se ne fece poco conto, credendosi che fussero le proprie campane della Chiesa) corsero dentro la Chiesa, e uniti con quei di dentro, andavano dove sentivano il suono delle campane, che pareva fusse ove sta la fonte Battesimale, vicino la porta maggiore di detta Chiesa, arrivati qui, il suono si intese nel Presbiterio vicino il solio del Vescovo al corno verso l’Altare Maggiore, gionti qui, il suono parea fusse nella nave maggiore sotto il Campanello, da qui s’intese verso l’Altare Maggiore, il suono reiterò tre volte, appunto secondo si suole suonare il Matutino: Mentre la gente andava vagando hor qua, hor là, cessorono le campane di suonare, e quella gente restò confusa, durò in questa mattina il suono, cioè per tutte tre volte, una mezz’ora. Lo suono delle campane di piccole, e grosse, e fra l’altre la piccola havea una voce argentina strillente, che faceva cogl’altre un mirabile concerto. Il suono delle campane tanto la mattina quanto il giorno si sentiva sempre quando li canonici non erano nella Chiesa, e quei, che l’intesero, fra l’altri nella mattina suddetta della festività del Glorioso S. erano persone da bene, e veridiche, e persone che havevano cognizione delle cose del Mondo. Fu tutto questi scritto a Mons. D. Antonio de Sangro di felice memoria Vescovo di questa Città, che resideva in quei giorni in foggia per commodo dell’aere caldo, destinò questo mandarne da colà per pigliare informazione: ma posto in consulta se si doveva pigliare informazione: fu stimato sospenderla, e non vendi in Troia per tale effetto; ma in congiontura d’altro affare m’informai a pieno, e trovai essere sortito quanto di sopra ho detto."

Il vecchio concerto

Dalla "Relazione dei Parroci di Troia per la visita Pastorale di Mons. Aldobrandino" (Arch. Vescovile, cartella rossa), sappiamo che nel 1595 la cattedrale possedeva (forse sulla sua torre campanaria innalzata sul grande arco protogotico d’ingresso alla Cappella dell’Assunta, dove fino a qualche decennio addietro, erano visibili ancora i fori delle catene o delle funi che consentivano di suonare le campane dall’interno della chiesa) quattro bronzi: la campana grossa, la campana del Salvatore, la campana di S. Giovanni e la campana "della vedova", così detta perché faceva sentire i suoi rintocchi per i funerali. Il manoscritto riferisce anche le epigrafi e le immagini presenti sul manto delle dette campane; e qui di seguito si riporta la descrizione dei tre bronzi minori, mentre la campana grossa è descritta a pag. 82 :

la campana di lo salvatore

sta scritto di sopra: 1484

la campana di santo gioanni la scritta di sopra

Jesus maria mentem santam spontaneam honorem deo et patriem + liberationem santus deus santus fortis et immortalis miserere nobis. A. tertio inditione decimaquarta soli deo honor et gloria operis francisci bononiae (La scritta risulta in parte incomprensibile. Una possibile traduzione è la seguente: Gesù Maria + con l’intento santo e spontaneo di onorare Dio e concedere liberazione alla patria + Santo Dio Santo Forte e Immortale abbi pietà di noi. Anno terzo quattordicesima indizione Solo a Dio l’onore e la gloria di quest’opera di Francesco da Bologna).

Questa campana dedicata a S. Giovanni era ancora presente nel concerto della Cattedrale alla fine del 1800, come si rileva dall’ "Esito fatto in questo mese di Maggio del 1875 dalla Mensa Vescovile per ordine dell’Ill.mo e Rev.mo Mons. Fra Tommaso Passero Vescovo di Troia" (Arch. Vescovile), che infatti registra: Fatto ed aggiuntato il battocchio della campana di S. Giovanni così detta..............................duc. 0.93.

La campana fu poi rifusa nel 1885 (cfr. pag. 74 ).

la campana di la vedova

la scritta di sopra

Hoc opus fecit Dominus iacobus delombardis episcopus troianus ad honorem beatae mariae virginis Anno domini 1464 (Trad. Fece quest’opera il Signore Giacomo Lombardi Vescovo di Troia in onore della Beata Maria Vergine nell’anno del Signore 1464)

Il nuovo concerto

Intorno al 1777 su un muro maestro della stessa Cappella dell’Assunta fu elevato un campanile di mattoni che pare sia stato costruito in due fasi, di cui quella inferiore – dai fornici tompagnati – sembra denotare il fallimento dell’effetto suono delle campane la cui onda sonora non riusciva a raggiungere tutta la "Civitas" per scandirne l’attività. Si pensò allora di elevare la costruzione fino all’ altezza attuale di 35 metri da terra (1) . Tra i finestroni di tale campanile si spande oggi l’armonioso suono di cinque bronzi, del peso totale di circa 2960 chilogrammi, che formano un concerto in "re calante", non frequente ma perciò più suggestivo. Le campane hanno le seguenti caratteristiche:

(i sacri bronzi sono descritti in ordine dal più piccolo al più grande e fra parentesi è indicata la loro collocazione sulla torre)

CAMPANA QUINTA che fino al 1965 era la quarta DETTA "LA PICCHIOSA", probabile rifusione della campana "della vedova" (in basso, verso mattina)

Cattedrale – La campana quinta, rifusa nel 1892.

 

Nome: S. Secondino, S. Urbano

Suono: argentino

Diametro: 0.67 m

Altezza (esclusi gli anelli terminali di sostegno): 0.65 m

Peso: 180 Kg circa

Iscrizioni : PARVA DEUM LAUDO SOLA AUT SOCIATA SONANDO + GAUDIA DO VIVIS VITAQUE LEVAMINA FUNCTIS + CURA ET SUMPTIBUS DANIELIS TEMPESTA OLIM SURAE DEIN TRIVENTI NUNC TROIAE EPISCOPUS + MARINELLI FECIT ANNO DOMINI 1892. (Trad. Piccola di dimensioni lodo Dio suonando sola o accompagnata + do gioie ai vivi, vita e sollievo ai defunti + A cura e spese di Daniele Tempesta dapprima vescovo di Sora, poi di Trivento e ora di Troia + Marinelli fece nell’anno del Signore 1892)

Cattedrale – Particolare della campana quinta con l’effigie di Maria Immacolata.

 

Data di fusione : come sottolinea l’epigrafe la campana venne rifusa da Alessandro e Pasquale Marinelli nel 1892

Fonditore : Alessandro e Pasquale Marinelli

Immagini e fregi : fregi in giro, figure di Maria Immacolata, S.Secondino, S. Urbano.

Questa campana suona a distesa l’Ave Maria (in inverno alle ore 17.30, d’estate alle ore 18.30), preceduta dalla campana prima che emette 18 rintocchi con il martello. (2) Nel tempo andato all’ora della Compieta la campanella della Cattedrale suonava a distesa precisamente dalle ore 22,00 alle 22,15 (circa due ore prima dell’Avemmaria). Siccome il prolungarsi del suono della campana sembrava una lagna di un bambino, il popolo, nel suo gergo, la denominò "la picchiosa". Frattanto, mentre in Cattedrale, in coro, i Canonici cantavano l’inno di Compieta: "Al termine del giorno, o Sommo Creatore" e la bellissima antifona "Ave, Regina del cielo", fuori, i venditori ambulanti, con voce non meno lamentosa della campanella, magnificavano la loro merce e i loro ortaggi con versi semitonali.

VECCHIA CAMPANA TERZA DETTA "DEL PARROCO" che rimase a Troia fino al 1965 , già probabile rifusione della campana detta di S. Giovanni

Nome: S . Anastasio, S. Anthia, S. Ponziano

Suono: argentino

Diametro: 0.83 m

Altezza (escluso il ceppo) : 0.85 m

Peso: 380 kg ca.

Iscrizioni : CURA ET SUMPTIBUS PAULI AEMILII BERGAMASCHI EPISCOPI TROIANI + PLAENA MEA SIGNA VOCES SUPERUM CONCENTIBUS ADDO + UT DECUS USQUE DEO ET POPULO SINT GAUDIA PACIS. (TRAD. A CURA e spese di Paolo Emilio Bergamaschi vescovo di Troia + Con i miei rintocchi aggiungo al concerto le voci dei superi + affinchè la gloria giunga a Dio e tra il popolo regnino le gioie della pace)

Data di fusione : fonderia P. Marinelli. Agnone, 1901

Fonditore : Pasquale Marinelli

Immagini e fregi : decorazione a rilievo in giro, stemma di Mons. Bergamaschi (un leone alato rampante, due spade incrociate, un’aquila dalle ali spiegate e la scritta "Fortiter et suaviter", fortemente ma con dolcezza), S. Anastasio, S. Ponziano e S. Anzia.

Mons. Bergamaschi, dopo aver fatto rifondere la campana terza (che già era stata rifusa nel 1885 per la somma di £ 883.50 come risulta dal "Giornale di Introiti ed Esiti della Mensa Vescovile di Troja", Arch. Vescovile), nel 1901, ordinò di redigere la "Notificazione al Capitolo per la responsabilità della custodia delle campane", di seguito riportata:

Per ordine di Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Paolo Emilio Bergamaschi Vescovo di Troja si notifica al Rev.mo Capitolo di questa Cattedrale Trojana quanto segue:

Colla consegna al Reverendissimo Capitolo della Campana recentemente fusa Sua Eccellenza Rev.ma diffida fin d’ora lo stesso Rev.mo capitolo pei guasti e rotture che potranno in seguito essere cagionati alle campane per imperizia dei suonatori, o per altre cause colpose chiamandone responsabile lo stesso Rev.mo Capitolo. Spetta al Rev.mo Capitolo la responsabilità piena ed intera dell’uso che si farà delle campane: quindi ogni guasto colposo che possa in seguito verificarsi per opera di chicchesia dovrà essere sempre a carico del Rev.mo capitolo, il quale dovrà sostenerne le conseguenze.

Il Cancelliere Vescovile

Alfonso Basile.

(a tergo) Attesto di aver fatto leggere al Rev.do Capitolo di questa Cattedrale la notificazione che qui innanzi è scritta.

L’Arcidiacono

Michele Sarni

 

 

Archivio Vescovile – Riproduzione della "Notificazione al Capitolo per la responsabilità della custodia delle campane", risalente al 1901.

La terza campana, detta "del parroco" perché suonava a distesa prima della messa celebrata appunto dal Parroco della Cattedrale, era la più usata, ossia quella a cui erano affidati una gran parte dei segni. Nel 1965, in occasione del Primo Congresso Eucaristico Diocesano indetto a Troia dal vescovo di allora Mons. Antonio Pirotto, la campana terza, che si era incrinata, fu sostituita con un’altra campana battezzata con il nome di "Maria Dolens". Il sacro bronzo è descritto di seguito:

 CAMPANA QUARTA (in alto sopra la campana quinta, verso mattina)

Tonalità : La

Diametro: 0.80 m

Altezza (escluso il ceppo): 0.74 m

Peso: 340 Kg ca

Cattedrale - La vecchia campana "del parroco" fusa ad Agnone nel 1901

 

 

Cattedrale – L’attuale campana quarta, fusa a Castelnuovo nei Monti (RE) nel 1965 in sostituzione della campana "del parroco".

 

Iscrizioni : PRIMI EUCHARISTICI EX UNIVERSA DIOCESI CONVENTUS + DIU PIEQUE MEMORIAM REVOCARE CUPIENTES + ANTISTES ANTONIUS PIROTTO OMNESQUE DE CLERO TROJANAE DIOECESIS + CANONICI SACERDOTES LEVITAE + COMPREHENSUM HABENTES EUCHARISTICI REGIS OPTATUM + UT UNUM SINT + VIRIBUS UNITIS PLANE INTER SE CONCINENTES + AES INJURIA TEMPORUM LABEFACTUM DENUO REFUSUM (3) + RITUQUE SANCTISSIMO ABLUTUM + SACRORUM BASILICAE CATHEDRALIS CONCENTUI + RESTITUERUNT + UT LAUDIS PRAECONIUM PERPETUO CANAT + IN FIDE ET CHARITATE UNITATIS SIGNUM + A. D. ANTE CONCILII OECUMENICI VATICANI SECUNDI MISSIONEM MCMLXV. (Trad. Primo Congresso Eucaristico di tutta la Diocesi + desiderando ricordarne a lungo e con devozione la memoria + il Vescovo Antonio Pirotto e tutto il clero della Diocesi Troiana + i Canonici, i Sacerdoti e i Seminaristi + accogliendo il desiderio del Re Eucaristico + " che siano una cosa sola" + volendone cantare all’unisono l’unione dei cuori + questa campana, incrinata dall’ingiuria dei tempi, rifusa una seconda volta e aspersa dal Rito Santissimo + al concerto delle feste della Basilica Cattedrale + hanno restituito + affinché canti in perpetuo l’annunzio di lode + nel segno dell’unità, della fede e della carità + L’anno del Signore 1965 prima della chiusura del Secondo Concilio Ecumenico Vaticano).

Immagini e fregi: festoni in alto, greca alla bocca, effigie del Divin Crocifisso e del Patrono principale della Diocesi S. Eleuterio, stemma di Mons. Pirotto (vescovile, partito, nel primo d'argento un destrocherio reggente un calice fiammeggiante, il secondo d'azzurro caricato di tre fasce d'oro; motto : "Ut unum sint", affinchè siano una cosa sola)

Alla spesa per la fusione di suddetta campana, come fa notare l’iscrizione, provvidero il Vescovo ed il Clero Diocesano. Inoltre, in una lettera scritta da Mons. Pirotto il 17 febbraio 1965 e indirizzata "al Venerando Clero della Diocesi", il presule afferma: " il Vescovo ha aperto la sottoscrizione con una offerta personale di lire 100.000 ed ha provveduto a che il Seminario si sottoscriva a sua volta per la somma di lire 50.000". Il lavoro fu eseguito nelle officine della ditta Cav. Paolo Capanni di Castelnuovo nei Monti (Reggio Emilia), casa fondata nel 1846, e comportò anche la fornitura di una nuova campana, offerta per un milione di lire dal Rev.do Don Michele Catalano di Biccari, che nell’attuale concerto è la terza (descritta di seguito). I due bronzi furono tolti dalla fossa di fusione il 13 aprile 1965, consegnati a Troia il 23 aprile 1965 (e in tale occasione la Ditta Capanni ritirò la vecchia campana terza incrinata (4)), e infine benedetti il 2 maggio dello stesso anno. Venne inoltre istallato un nuovo sistema di armatura, di sospensione e di oscillazione dei bronzi, il tutto affidato ad una robusta incastellatura di travi metalliche, furono sostituiti i battagli delle campane quinta, seconda e prima (quest’ultimo pesante 60 Kg) e si provvide anche all’elettrificazione del concerto, per mezzo delle più moderne apparecchiature di elettromeccanizzazione e di regolaggio elettronico delle strumentazioni, a quel tempo disponibili. Per questi lavori vari si spesero £ 4.750.000. Recentemente il funzionamento delle campane è stato affidato ad un nuovissimo sistema computerizzato brevettato dalla ditta "Giannattasio" di Pontecagnano (Salerno).

La campana quarta suona a distesa, assieme alla quinta e alla terza alle ore 8.00 della domenica e delle altre solennità.

Cattedrale – La "Maria Gaudens", aggiunta al concerto nel 1965.

 

CAMPANA TERZA (verso sera)

Nome: Maria Gaudens

Tonalità: Fa diesis

Diametro: 0.98 m

Altezza (escluso il ceppo): 0.80 m

Peso: 600 Kg (5)

Iscrizioni : SACRO CONCILIO OECUMENICO VATICANO SECUNDO QUARTAM SESSIONEM INITURO + PAULO VI JESU CHRISTI VICARIO FELICITER REGNANTE + DUM PRIMUS EUCHARISTICUS EX UNIVERSA DIOECESI CONVENTUS + AUSPICIO ANTONII PIROTTO ANTISTITIS TROJANI + FESTINANTER AD OCCASUM VERTIT + CATHEDRALIS BASILICAE SACRO AERIS CONCENTUI + HANC GARULAM VOCEM CUI NOMEN + MARIA GAUDENS + SUMPTIBUS SUIS MICHAEL CATALANO PRESBYTER VISCARIENSIS ADIUNXIT + UT IN GENTIUM AURES TAM MIRIFICOS EVENTUS PIE INSUSSURRET + A. D. MCMLXV. (Trad. Mentre stava per iniziare la quarta sessione del Sacro Concilio Ecumenico Vaticano II + Paolo VI Vicario di Gesù Cristo felicemente regnante + e il Primo Congresso Eucaristico di tutta la Diocesi + sotto la guida di Antonio Pirotto Vescovo di Troia + volgeva al suo epilogo + a sue spese il sacerdote Michele Catalano di Biccari aggiunse + al Sacro Concerto di bronzi della Basilica Cattedrale + questa garrula voce a cui si è dato nome + Maria Gaudens + affinché annunzi piamente alle orecchie delle genti un sì mirabile avvenimento + Anno del Signore 1965).

Data di fusione : La campana venne fusa nel 1965 presso la ditta Cav. Paolo Capanni di Castelnuovo nei Monti (Reggio Emilia)

Fonditore : Cav. Paolo Capanni

Immagini e fregi : decorazione con festoni, greca alla bocca, Crocifisso, S. Eleuterio, Stemma di Mons. Pirotto.

La campana terza suona a distesa "il mattutino" alle ore 8.00 sola nei feriali e accompagnata dalle campane quarta e quinta nei festivi . Il suono disteso di queste tre campane si ripete anche, per ben cinque volte consecutive, il pomeriggio del 13 luglio quando in Cattedrale avviene l’esposizione dei busti e delle reliquie dei Santi Patroni. Le campane terza quarta e quinta possono infine oscillare in qualsiasi momento di una qualunque giornata per annunziare festose la nascita di un bambino, nuovo membro della comunità parrocchiale.

Cattedrale – La campana "del Vescovo", dedicata a S. Michele e fusa da Domenico Saja di Agnone nel 1819.

 

CAMPANA SECONDA DETTA "DEL VESCOVO", rifusione della quattrocentesca campana "del Salvatore" (verso meridione)

Nome: S. Michele

Suono: dolce

Diametro: 1.05 m

Altezza (escluso il ceppo) : 1.00 m

Peso: 800 Kg ca.

Iscrizioni : (in alto) OPUS AERE IAM CONFRACTO REPURGATO RESTITUENDUM CURAVIT MICHAEL PALMIERI EPISCOPUS TROIANUS ANNO DOMINI 1819 + (al centro) SANCTE MICHAEL ARCANGELE DEFENDE NOS IN PROELIO. (appena sopra la bocca) DOMINICUS SAJA ANGLONESIS F. (Trad. (in alto) Il Vescovo di Troia Michele Palmieri si curò di restituire l’opera di bronzo già frantumata e rifusa nell’anno del Signore 1819 + (al centro) San Michele Arcangelo proteggici nella battaglia. (appena sopra la bocca) Domenico Saia di Agnone fece)

Data di fusione : il bronzo venne fuso nel 1819 da di Agnone

Fonditore : Domenico Saia

Immagini e fregi : sul ceppo sei teste umane, Stemma di Mons. Palmieri (d'azzurro, un fascio di tre rami di palma, accompagnato da due stelle ad otto punte, vescovile), Assunzione di Maria, S. Michele Arcangelo, S. Eleuterio.

La campana "del Vescovo" è così chiamata perché suona sola a distesa alcuni minuti prima di un pontificale, e, accompagnata dalle campane terza, quarta e quinta in altre occasioni solenni (Processioni, festa patronale etc.).Per i funerali le campane quinta, quarta e seconda (in ordine) suonano emettendo lenti e cadenzati rintocchi con i martelli. Mezz’ora prima delle messe festive suonano con il martello le campane seconda, terza e quarta emettendo rintocchi concitati in rapida successione.

Cattedrale – Particolare della campana seconda, con il bassorilievo dell’Arcangelo S. Michele.

CAMPANA PRIMA O "CAMPANONE" (verso settentrione, in posizione opposta alla campana seconda) Vedi video 15 agosto 2007

Questa campana ricopre un ruolo di grande importanza storico-culturale per il nostro paese: è la rifusione dell’antica Campana grande, fatta realizzare da Giacomo Lombardo, vescovo di Troia dal 29 marzo 1438 al 9 aprile 1469 (6). V. Stefanelli in "Memorie storiche della città di Troia (Capitanata)", tip. V. Sorrentino, Napoli-Costantinopoli 102, 1879, così ne parla: "Il 9 aprile 1469, vecchio e glorioso morì Iacopo Lombardi. Fu dottissimo uomo in teologia, nel diritto canonico e nel civile di severi costumi fu nella giustizia incorrotto; [...] e fè edificare una stupenda Cappella per la sua famiglia, detta perciò Cappella dei Lombardi, ed a sue spese fu fusa pel Duomo la campana massima, del peso di libbre trentamila, che si appellò anche dei Lombardi; col patto espresso agli eredi di sua casa, che ove questa si rompesse, doveva rifarsi a spese di quelli, ai quali perciò fu serbato il diritto di poterla far suonare a mortorio per qualunque defunto volessero; ma che senza venia loro potesse farsi nella morte del Vescovo, delle Dignità e Canonici, e dei Reggimentari dell’Università. E si ha memoria che verso gli ultimi anni di Mons. de Sangro (che fu vescovo di Troia dal 16 dicembre 1675 al 24 gennaio 1694 (7)) questa essendosi rotta, giusta quella disposizione fu rifatta da Antonio e Domenico Lombardi, cittadini allora di Lucera, e che non permisero che la volontà del loro avo rimanesse frustranea, e si perdesse un diritto al loro casato".Nella già citata "Lista delle campane della chiesa Cattedrale" contenuta in un cabreo della Curia Vescovile di fine 1500 e facente parte della "Relazione dei Parroci di Troja per la visita Pastorale di Mons. Aldobrandino" risulta che l’antico campanone fu rifuso una prima volta già nel 1535 sotto il Vescovo di Troia Ferdinando Pandolfino, come riportava l’epigrafe posta sulla stessa, che così recitava:

(la scritta di sotto diceva)

Refici fecit D.nus ferdinandus pandulfinus de florentia episcopus troianus A. D. 1535 hoc campanum fieri fecit dominus iacobus delombardis episcopus troianus A. D. 1464 (Trad. Fece rifondere il Signore Ferdinando Pandolfino di Firenze Vescovo di Troia nell’Anno del Signore 1535 + Fece fondere questa campana il Signore Giacomo Lombardo Vescovo di Troia nell’Anno del Signore 1464)

Archivio Vescovile – Riproduzione della "Lista delle campane della chiesa Cattedrale", ricavata dalla "Relazione dei Parroci di Troja per la visita Pastorale di Mons. Aldobrandino".

(la scritta di sopra diceva)

Jesus maria christus vincit christus regnat christus imperat et deus homo factus est + mentem santam spontaneam honorem deo et patriae liberationem + magistri antonius barberius et joannes dominicus musarra singulis faciebant +

JHS

(Trad. Gesù Maria Cristo Vince Cristo Regna Cristo Domina e Dio si è fatto uomo + con l’intenzione santa e spontanea di onorare Dio e concedere liberazione alla patria + i maestri fonditori Antonio Barberio e Giovanni Domenico Musarra rispettivamente plasmavano + Gesù Salvatore degli Uomini).

La campana era inoltre decorata con le immagini de "la madonna e santo ioanne a sinistra".

Il cabreo N.43 della Curia Vescovile di Troia, che inizia con le parole " Platea di corpi e rendite della mensa Vescovile della città di Troja e sua diocesi", manoscritto a partire dalla metà del 1700, al foglio 20 registra la spesa di 0:83 ducati "Pagato addì 15 febbraio 1755 al Mastro Antonio di Falco per anito (castelletto), sferratura e ferratura della campana grossa per centronetti (chiodi) e sua fatica"; mentre al foglio 23 c’è un elenco completo di spese occorse, sempre nel 1755, per la rifusione di una campana della Cattedrale (non ben definita, ma quasi certamente si trattò del campanone). Il sacro bronzo, frantumato a colpi di maglio, fu portato a Biccari ed ivi rifuso. L’elenco è di seguito riportato:

 

Archivio Vescovile – Riproduzione dell’"Esito fatto per la Campana nuova nel 1755", estratto dal Cabreo N. 43.

 

 

 

Esito fatto per la Campana nuova

Pagato a Mastro Giuseppe Livori per sferratura, e rompere la Campana

Duc.

0:40

Pagato al vastaso (facchino) Luca il Marinese per calare il metallo dal campanile a basso

Duc.

0:25

Pagato al Notaio Salvatore Fiore per l’albarano (registro) per detta Campana

Duc.

0:10

Pagato a molte persone per trasporto del metallo in Biccari

Duc.

0:23

Pagato alli Vastasi in Troia per scaricare detta Campana

Duc.

0:13

Pagato a mastro Giuseppe Livori per componere la campana dentro la Chiesa

Duc.

0:50

Pagato a Paolo Daniele per trasporto di legnami in componere detta campana

Duc.

0:10

Compra di mirra

Duc.

0:05

Pagato al Campanaro Mastro Diego Cacciavillano (8) della città di Agnone per la fornitura della Campana nuova, e sue fatiche, come da ricevuta

 

Duc.

 

47:00

Pagato a Mastro Giuseppe Livori per salire detta campana nel campanile

Duc.

10:23

Compra di ferro rotolo due, e mezzo per il manico della campana

Duc.

0:41:4

Pagato a Mastro Antonio di Falco per ferratura della detta campana

Duc.

0:50

Compra di n. 32: centro netti (chiodi) per detta

Duc.

0:20

Per manofattura di quattro gattoni (mensole) a detto Falco

Duc.

0:40

-------------

duc. 60:52:4(9)

Segue descrizione del campanone attuale

Nome: S. Eleuterio

Suono: Cupo

Diametro: 1.20 m

Altezza (escluso il ceppo): 1.20 m

Peso: 1000 Kg ca.

Iscrizioni : (al centro) LAETITIAE PIA SIGNA EGO FUNEREIQUE DOLORIS + RITE DEDI POPULO SAECLUM EXAUDITA PER IPSUM + FRACTA ET FUSA SONORA MAGIS MAIORQUE RENASCOR + VIRGO MEUS SONITUS LAUDES TIBI CONCINAT ALMAS. (DA SINISTRA) SANCTO ELEUTERIO + ALEXANDER MARINELLI EIUSQUE FILIUS PASCHALIS + CIVITATIS ANGLONI FUDERUNT + TROIAE ANNO DOMINI MDCCCXCII.(DA DESTRA) CURA ET SUMPTIBUS DANIELIS TEMPESTA OLIM SURAE DEINDE TRIVENTI NUNC TROIAE EPISCOPI. (Trad. (al centro) Il mio compito è dare pio segno di gioia e di dolore funebre + Secondo l’usanza ho dato al popolo il mio suono lungo il tempo + Frantumata e fusa rinasco sempre più squillante + O Vergine, il mio suono ti celebra le lodi divine + (da sinistra) A Sant’Eleuterio + Alessandro Marinelli e suo figlio Pasquale della città di Agnone fusero + Troia, anno del Signore 1892. (da destra) A cura e spese di Daniele Tempesta dapprima vescovo di Sora, poi di Trivento e ora di Troia.)

 

 

Il glorioso "campanone" della Cattedrale, rifuso per la quinta volta nel 1892, del peso di ben 10 quintali.

Data di fusione : 1892

 

Fonditore: La campana venne fusa da Alessandro e Pasquale Marinelli.

Si racconta che, quando in quell’anno il vecchio campanone si incrinò, venne portato nella chiesa di S. Giovanni al Mercato (che, sconsacrata, si trovava in stato di abbandono tanto che dal tetto erano abbondanti le infiltrazioni di acqua), per essere rifuso, ma una volta poggiato a terra, forse per il suo peso eccessivo e per la precarietà del pavimento, sprofondò rovinosamente nel sottosuolo. Si tentò comunque di realizzare la colata ed una gran folla di persone offrì spontaneamente gioielli e altri oggetti preziosi, obbedendo ad una antica tradizione secondo cui, se al bronzo si mescola dell’oro, il suono della campana risulterà più puro. Purtroppo i vari sforzi del popolo troiano per cercare di rifondere il campanone nella sua stessa città furono vani e così si pensò di affidare le sorti della nuova campana maggiore agli abili maestri d’arte campanaria di Agnone Alessandro e Pasquale Marinelli, i quali per due mesi si trasferirono a Troia assieme ad operai e maestranze e, scavate delle fosse ai piedi del campanile della Cattedrale, vi rifusero in loco tre campane (le attuali campane prima e quinta e la vecchia campana terza che poi, incrinatasi fu rifusa nuovamente nel 1901, sempre dai Marinelli, sotto il Vescovo Mons. P. E. Bergamaschi, cfr. pp. 73-74), come risulta dalla seguente perizia sottoscritta a Troia il 14 agosto 1892 da Alessandro e Pasquale Marinelli, conservata nella Curia Vescovile tra i documenti del Capitolo Cattedrale, e che offre, oltre ad un preventivo delle spese occorse per il lavoro, anche un interessante repertorio di materiali e ingredienti usati per la fusione:

Perizia delle spese occorse ai lavori eseguiti da noi sottoscritti per la rifusione di tre campane del peso complessivo di q.22 dico ventidue) con aggiunzione di nuovo metallo.

Dette campane appartengono alla chiesa Cattedrale della città di Troia, Capitanata, ed i lavori sono stati eseguiti tutti sopra luogo dalla Casa Alessandro Marinelli e figli di Agnone (prov. di Campobasso)

Cattedrale – Particolare del campanone con il bassorilievo della Madonna Assunta.

Cattedrale – Effige di S. Eleuterio Vescovo che decora il mantello della campana prima.

Archivio Vescovile – Riproduzione della perizia delle spese occorse per la rifusione di tre campane della Cattedrale, sottoscritta nel 1892 da Alessandro e Pasquale Marinelli.

Viaggio di tre maestri fonditori, trasporto di attrezzi e del nuovo metallo aggiunto, da Agnone a Troia e viceversa

£: 300.00

Impianto del locale dove si dovuto lavorare

£: 100.00

Scavo e fortificazioni dei fossi, costruzione e materiale per la fornace, mattoni, calce, arena, argilla, maestria ed assistenza

£: 400.00

Legna per cuocere il forno e per la liquefazione del bronzo in due fusioni metri quadrati 12 a £:12.00 il metro q

£: 144.00

Carbone di legna per la costruzione dei modelli quintali venti a £:8 il q.

£: 160.00

Incredienti necessari per la costruzione delle forme, due tavoloni di noce lavorati per le sagome, ferro filati, cera vergine, pece greca, zimatura di panni, pelo di vaccina, sego, piombagine, canape, ecc

 

 

£: 200.00

Assistenza di due operai al giorno per due mesi

£: 240.00

Vitto ed alloggio ai fonditori per due mesi

£: 500.00

Sfrido del metallo avvenuto alle due fusioni il 5% Chg 122 a £: 3.00 Chilo

£: 360.00

10°

Metallo nuovo aggiunto per avere le campane in accordo quin. 5 cinque)

£:1500.00

11°

Per i mozzi nuovi alle tre campane, ferrature e rispettivi battagli

£: 300.00

12°

Per l’ascenzione delle campane sul campanile e situazione di esse

£: 400.00

13°

Compenso di manodopera agli artefici £ 75.00 per ogni quintale

£: 1650.00

 

Totale

£: 6254.00

Troia, 14 agosto 1892

Alessandro Marinelli fonditore

Pasquale Marinelli fonditore

Immagini e fregi : Stemma di Mons. Tempesta (una navicella in balia del mare in tempesta, sormontata da una stella e la scritta "Respice stellam", guarda la stella), Crocifisso, Assunzione di Maria, S. Eleuterio, festoni, mascheroni, danza di genii.

Un tempo il campanone suonava "a morto" per i funerali delle persone più importanti (mentre per le esequie ordinarie il campanaro poteva suonare, in base all’offerta messa a disposizione del Clero dai familiari del defunto, le campane seconda, terza o quarta). Attualmente la campana prima suona da sola a distesa allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre e, sempre alla stessa ora, nella notte che segna l’inizio della quaresima. Quando le campane venivano suonate manualmente, tirare la corda del pesante campanone per avvisare che si passava dal grasso all’astinenza quaresimale, comportava una notevole fatica per i campanari, cui spesso veniva offerto un compenso, poi registrato tra le spese della Mensa Vescovile: infatti nella "Nota delle spese per la Cattedrale nel mese di marzo 1886 che si pagano da Sua Eccellenza Ill.ma e Rev.ma Monsignor Fra Tommaso Passero Vescovo di Troja"(Arch. Vescovile) si legge: Regalia fatta ai Sagrestani pel suono della Campana dell’ultima notte del Carnevale..........................................................................£1.00. Il suono a slancio del campanone si ripete, con l’accompagnamento delle campane terza, quarta e quinta (anch’esse distese) verso le 18.45 del giorno di Pasqua, in occasione della "processione del bacio" e la mattina del giorno 19 luglio, festa dei Santi Patroni, sia verso le ore 8.15 (dopo il mattutino) che alle ore 11.00, al passaggio per piazza Episcopio del corteo religioso guidato dal vescovo e diretto in Cattedrale (10) per il solenne pontificale.

La campana prima suona infine tutti i giorni l’Angelus (11), emettendo 18 rintocchi di martello, alle ore 6.30, 12.00, 15.00 e 18.30 (in inverno 17.30).

Le campane della Basilica Cattedrale di S. Maria Assunta hanno suonato in forma straordinaria:

  1. A stormo il 30 agosto 1630 quando il Vesuvio imperversò gettando fiamme, cenere, forti boati con scosse di terremoto e la popolazione nell’oscurità profonda si riversò in chiesa, pregò i suoi Santi Protettori, espose alla venerazione pubblica le Sante Reliquie ed il flagello terminò.

    Nell’ultimo secolo:

  2. A morto il 4 novembre 1924 per commemorare i "gloriosi caduti" (12).

  3. A festa il 5 maggio 1945 in occasione dell’annuncio ufficiale dell’armistizio con la Germania (13) .

  4. A morto l’11 dicembre 1956 quando i carrarmati russi entrarono in Ungheria.

  5. 12 volte ad "anima uscita" il 3 giugno 1963 alle ore 20:00 per annunciare la morte del Papa Buono.

  6. A distesa il 7 maggio 1965 per annunciare l’inizio del 1° Congresso Eucaristico Diocesano e l’arrivo del Cardinale J. Slipyi, Arcivescovo di Leopoli degli Ucraini. In quell’occasione il Vescovo Mons. Pirotto in un suo accorato messaggio scrisse così: "Suonate più forte, o campane! Suonate a distesa! Portate la vostra onda sonora fino all’ultimo casolare disperduto agli estremi limiti della nostra terra! E’ su questa voce che passa come un sussurro dell’onda del vento e desta un fremito sulla fiorita primaverile del piano e dei colli della nostra Daunia" (14).

  7. A distesa il 15 aprile 1967 per annunciare alla cittadinanza la nomina del concittadino Don Mario De Santis a Vescovo di Eraclea con deputazione di ausiliare di Troia, da parte di Sua Santità Paolo VI.

  8. A tocchi lenti il 21 marzo 1977 per annunciare la morte di Mons. Giuseppe Amici (15), deceduto in Modena.

  9. A distesa alle ore 9:00 del 2 agosto 1978 per annunciare alla cittadinanza l’ "habemus Papam" nella persona di Giovanni Paolo I.

  10. A morto alle ore 9:00 del 29 settembre 1978 per annunciare la morte di Papa Giovanni Paolo I.

  11. A distesa per la venuta a Troia del Santo Padre Giovanni Paolo II il 25 maggio 1987.

  12. A distesa il 25 maggio 1988 per ricordare l’ora in cui Sua Santità atterrò a Troia,in ricorrenza del 1° anniversario della venuta del Papa.

  13. A distesa il 15 febbraio 1997 a mezzogiorno per annunciare alla cittadinanza la nomina del nuovo Vescovo Mons. Francesco Zerrillo.

  14. A festa il 13 aprile 1997 per l’arrivo del nuovo Vescovo e la sua presa di possesso della Con-Cattedrale e del Palazzo Vescovile.

  15. A distesa il pomeriggio del 22 agosto 1999 per l’arrivo nella nostra cittadina dell’urna di S. Gerardo Maiella, scortata da 80 Cavalieri dell’associazione "Natura a Cavallo".

 

 

 Obblighi del sacrestano della Cattedrale di Troia nel 1711 (da Arch.Vesc.,Visite Pastorali, cont.5, vol. XXIII, f.5)

Che nella campane secondo li giorni s'usi distinzione nel suono.Nelle feste di Precetto primo Vespero, Secondo Matutino tre volte in festa o come si dice a Gloria.

Nelli semidoppi (16) due volte a distesa.

Ne’ semplici ferie una volta non meno spazio di tempo che mezzo quarto d'ora insino ultimo.

Si soni a mezzo dì, e nell' aurora sotto le pene a nostro arbitrio

Che di ciò vi abbia il peso il Rev.do Tesoriere a chi appartiene.

 

 

 NOTE:

  1. R. Mastrulli, "Elementi di Arte Barocca nella Cattedrale di Troia", ed. Tipolito E. Cappetta & C. s.r.l., Foggia 15-8-1985; op. cit.

  2. La seguente curiosità è adattata da "Le campane nella vita troiana", Mons. Rolando Mastrulli, in "Comunità in Cammino", anno XV-N1 - Gennaio-Dicembre 1996.

  3. Da notare che l’iscrizione parla di "refusum": inizialmente, infatti, si era pensato di rifondere la campana terza rotta, ma poi, siccome la spesa, soprattutto quella relativa al trasporto Troia-Castelnuovo nei Monti fu ritenuta eccessiva, si preferì sostituire direttamente il bronzo con uno nuovo, anziché rifonderlo, e su quest’ultimo (formato interamente da lega nuova) fu riportata l’epigrafe destinata alla campana che si sarebbe dovuta rifondere.

  4. Notizia ricavata dalla lettera inviata "a S.E. Rev.ma Mons. A. Pirotto Vescovo di Troia", dal Dr. Ing. Enrico Capanni il 23/4/1965, dattiloscritta su carta intestata a "Fonderia Capanni" e conservata in Archivio Vescovile, Cartella Congresso Eucaristico Diocesano 16 maggio 1965)

  5. Peso, tonalità e costo delle campane terza e quarta sono state ricavate dal preventivo n.2, inviato a S.E. Rev.ma Mons. A. Pirotto da Enrico Capanni il 20/7/1964 (Arch. Vescovile, Cartella Congresso Eucaristico 16/5/1965)

  6. Da G. Rubino, "Vescovi e Personaggi Illustri di Aecae e Troja", tip. Mauro-Troia, Dicembre 1997

  7. G. Rubino, op, cit.

  8. Il fonditore Diego Cacciavillano, l’anno precedente 1754, aveva fuso per la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta in Biccari, una campana pesante circa 800 Kg, alta m.1,08, dal diametro di m. 1,13, con l’epigrafe "Sanctus Deus + Sanctus Fortis + Sanctus Immortalis + Miserere nobis + Christus Vincit + Christus Regnat + Christus Imperat + Christus ab omni malo nos defendat + A fulgure et tempestate libera nos Domine" (Trad. Dio Santo + Santo Forte + Santo Immortale + Pietà di noi + Cristo Vince + Cristo Regna + Cristo Domina + Cristo ci difenda da ogni male + Signore liberaci dal fulmine e dalla tempesta) e le effigi di S. Barbara, S. Giorgio, S. Donato e della Madonna Assunta (dati ricavati dal Censimento delle Campane della Diocesi di Troia, comune di Biccari, compilato il 28 maggio 1943 dall’allora Parroco Don Salvatore Monaco). Poiché anche la campana che il Cacciavillano rifuse per Troia venne trasportata e composta a Biccari, è probabile che sul cabreo N.34 dell’Archivio Vescovile di Troia sia sbagliata l’indicazione dell’anno e che quindi il Cacciavillani abbia fuso nel 1754 contemporaneamente la campana per la chiesa di Biccari e la campana per la Basilica Cattedrale di Troia: il trasporto del bronzo rotto da Troia a Biccari non si spiega diversamente.

  9. Lo stesso cabreo N.43, al foglio 60 riporta: Addì 1 marzo 1768: Compra di uno mazzo di funa per la campane. .....................Duc. 0:20

Addì 1 di detto mese ed anno: Pagato al Mastro Giuseppe Livori ducati 10 per salire (sott. sulla torre campanaria) la Campana e per avere tramutata due altre da uno loco,all’altro e per avere fatte le catene nuove, e manicone ...............................................................duc. 10:00

L’acquisto di un mazzo di funi per suonare le campane, era all’incirca una spesa annua, come testimoniano altre note relative agli anni 1756, 1757, 1759, 1760. Riguardo alla spesa di ducati 10 del 1 marzo 1768, si può ritenere che in tale data fu rifuso un vecchio bronzo poi issato sul campanile dal Mastro G. Livori. Inoltre, il registro di entrate ed uscite della Mensa Vescovile, prezioso per l’innumerevole quantità di dati che fornisce, ci informa tra l’altro della frequente rottura dei battagli e dei ceppi delle campane, che così richiedevano necessarie riparazioni:

Foglio 110

Addì 5 agosto 1761: Pagato a Mastro Nicola Zuccaro per accomodo fatto alla Campana in scomponere, e componere il manico...................................................................................duc. 0:40

Foglio 120

Addì 1 gennaio 1762: Pagato a Mastro Nicola Petito per accomodo di due battagli delle campane...................................................duc. 0:60

Spese di tal genere si trovano registrate anche nei numerosi registri dei bilanci degli esiti fatti dalla Mensa Vescovile di Troia per ordine del Vescovo Mons. Fra Tommaso Passero. Uno di essi, nella parte relativa alle uscite del gennaio 1866 riporta: Accomodato lo battaglio della campana, e cucito lo soatto (sogatto, striscia di cuoio legata al battaglio e connessa all’ansola, ossia all’anello che tiene sospeso lo stesso battaglio).....................................................................duc. 0.15

Tra le spese del giugno 1876 risultano pure: Soatto (sogatto) per le campane rotoli 3 meno 1/8.......................................................£ 11.00

mentre nel "Conto Quadrimestrile dal Primo Maggio al Trentuno Agosto 1865"si legge: Corregge Bufaline per dote alle campane rotola 3.................................................................................duc. 2.10.

Particolarmente interessante è quest’ultima annotazione in quanto ci fa sapere che le cinghie per sostenere i battagli erano in pelle di bufalo.

  1. L’usanza di suonare a festa le campane della Cattedrale quando il Vescovo passa in forma solenne per la Piazza è remota, come testimoniano alcuni documenti dell’Archivio Vescovile tra cui i seguenti resoconti di Visite Pastorali:

    Da "Visita Pastorale di Mons. Giacomo Aldobrandino, 10 settembre 1595", foglio 16 (verso): "Eodem die, post vesperas, et solitum Campanae signum, idem Ill.mus et Rev.mus Dominusque Archidiaconus et Vicarius, associatus a predictis collegis, multisque aliis ex Rev.do Capitulo et Clero predicto, accessit ad memoratam Cathedralem Ecclesiam factaque prius more solito ante maius altare humili Reverentia et oratione, pro visitandis sanctis Reliquis, progressus est ad eiusdem ecclesiae Thesaurum [...]"(Trad. Lo stesso giorno, dopo i vespri e il solito suono di campana, il medesimo Ill.mo e oltremodo Rev.mo Signor Arcidiacono e Vicario, accompagnato dai succitati prelati e personalità importanti, e da molti altri componenti del detto Rev.do Capitolo e Clero, entrò nella celebre Chiesa Cattedrale e dopo aver fatto un umile inchino innanzi all’altare maggiore e recitata una preghiera, si appressò al Tesoro della stessa chiesa per visitare le Sacre Reliquie [...]).

    Da "Visita Pastorale di Mons. Antonio de Sangro" del 5 maggio 1676 (Contenitore 2, vol.VI, foglio 220): "Initium Sanctae Visitationis – Ill.mus et Rev.mus Dominus Doctor Antonius de Sangro Episcopus Troianus generalem visitationem incolare volens die quinta mensisi Maij 1676. Pontificatus Sanctissimo in Cristo Patris et Domini Clementis Divinae Providentiae Papae decimi anno VI feliciter. Amen. Cappa Magna indutus associatusque a Reverendissimis Dignitatibus Canonicis et aliis de Clero Cathedralis, et nonnullis civibus nobilioribus, et Magnatibus dicte civite civitatis ab eius Episcopali Palatio ad Cathedralem portam, campanis interim pulsantibus, devenit"(Trad. Inizio della santa Visita – L’Illustrissimo e Reverendissimo Signore Dottor Antonio de Sangro Vescovo di Troia volendo iniziare la Visita Pastorale il 5 maggio 1676. Nel sesto anno del felice pontificato del Padre e Signore Clemente decimo Papa per Divina Provvidenza.Così sia. Indossata una Cappamagna e accompagnato da Reverendissimi, Dignità e Canonici e dagli altri componenti del Clero della Cattedrale, e da alcuni cittadini nobili e magnati, in detta città dal suo Palazzo Vescovile scese fino alla porte della Cattedrale, al suono delle campane).

  2. L’Angelus entrò certo nell’uso prima che Papa Giovanni XXII, francese come la pratica del suono dell’ Ave Maria, lo rendesse obbligatorio nei 1318.

  3. Dato ricavato dall’atto inviato all’ "Ill.mo e Rev.mo Monsignore" vescovo di Troia dalla Sacra Congregazione dei Riti della Sede Vaticana il 30 ottobre 1924, in cui appunto si permette il suono delle campane per commemorare il giorno 4 di Novembre 1924 "purchè i convenuti attorno ai singoli monumenti, durante pochi minuti di silenzio, elevino ginocchioni il loro pensiero al Datore delle vittorie ed in suffragio ai gloriosi caduti".

  4. Notizia ricavata dalla "Circolare per i MM. RR. Parroci e Rettori di Chiesa di Troia", dattiloscritta su carta intestata di Mons. Fortunato Farina, sottoscritta a Troia il 5 Maggio 1945 dal Vicario Generale Domenico Arcid. Maielli e conservata in Archivio Vescovile nella cartella "Liturgia AC-29".

  5. Da V. de Santis, "A proposito del progettato Congresso Eucaristico Diocesano" in Orizzonte di Troia e del Sub-Appennino, Anno LIII – N.7 (nuova serie), Troia, 13 luglio 2002.

  6. E’ evidente che le campane della Cattedrale hanno suonato nell’ultimo secolo per annunciare la morte di tutti i Vescovi che hanno retto la Diocesi e di tutti i Sacerdoti di Troia, ma non è opportuno elencare qui questa innumerevole quantità di date, perché ne risulterebbe un lunghissimo necrologio. Si ritiene invece opportuno riportare parzialmente tre articoli tratti dalla pag. 19 delle "Costituzioni del Rev.mo Capitolo della Cattedrale di Troja conformate al codice di Diritto Canonico ed approvate da S. E. Rev.ma Mons. Antonio Mistrorigo Vescovo di Troja" (opuscoletto stampato per i tipi di A. De Nido e figli – Foggia, nel 1957), che parlano del modo di suonare le campane per la morte del Vescovo e dei Capitolari:

    Art. 91. Alla morte del Vescovo, spetta al Capitolo provvedere ai suoi convenienti funerali (Can. 397,3). Ne darà perciò subito annunzio al popolo col suono delle campane ripetuto per 5 volte [...].

    Art.93. Alla morte di una Dignità e di un Canonico, il Capitolo ne dia l’annunzio al popolo col suono delle campane ripetuto tre volte[...].

    Art. 95. Alla morte di un Mansionario, il Capitolo darà l’annunzio, come sopra, suonando le campane una sola volta e celebrando in suo suffragio la messa solenne [...].

  7. Il Messale Romano classificava i giorni secondo una scala di importanza che, in crescendo, era così determinata : Semplice, Semidoppio, Doppio e Festa.

 

 
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