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Introduzione

Prima di iniziare il nostro viaggio tra le campane di Troia ritengo necessario specificare che la maggior parte delle informazioni contenute nelle pagine seguenti è stata ricavata dal censimento delle campane di Troia, conservato nella curia Vescovile, stilato nel 1943 per la requisizione dei bronzi a scopo bellico, non più operata per l’irreversibile precipitare della situazione (1). Si è anche resa indispensabile, oltre all’ispezione su ogni campanile, la consultazione della raccolta di atti, cronache e documentazione relativa al Primo Congresso Eucaristico Diocesano di Troia del maggio 1965, stampata nel dicembre 1968 per i tipi della ditta L. Cappetta & f. di Foggia. Per ulteriori informazioni si rimanda alla Bibliografia essenziale in ultima pagina.

Di seguito è riportato il testo integrale del protocollo del maggio 1943, con cui la Soprintendenza ai monumenti e alle gallerie della Puglia e della Lucania ordina il censimento dei bronzi:

 

 

Riproduzione della pagina del censimento delle campane della diocesi Troiana, relativa alla campana di S. Vincenzo Martire e manoscritta dal Can. G. Guadagno che nel 1943 era Vicario Curato della stessa chiesa.

 

Prot. N. 724 Bari, 12 maggio 1943-XXI

All’Eccellenza Rev. ma

Mons....................................................

Vescovo di Troia

OGGETTO: Requisizione delle campane.

La requisizione delle campane delle chiese, iniziata in vari Comuni della Puglia, ha dato luogo ad inconvenienti, per lo più derivati dalla scelta delle opere.

E’ interesse della chiesa, com’è ovvio, consegnare le campane più recenti e conservare le antiche, le quali al pregio storico uniscono spesso quello artistico e sono formate, com’è noto, di lega assai migliore.

Affinché questa Soprintendenza possa effettuare la scelta delle campane da esonerare dalla requisizione, secondo gli ordini impartiti dal Ministero dell’Educazione Nazionale, è necessario che codesta Ven. Curia si compiaccia di inviare l’elenco delle campane requisibili nella Diocesi, con le dimensioni e l’esatta trascrizione della data e delle epigrafi appostevi. Sarebbe bene che venissero segnalate anche le campane che, indipendentemente dall’epoca di fusione, debbano essere esonerate per ragioni particolari.(2)

Si prega di inviare con la maggiore sollecitudine le notizie chieste, non potendosi ritardare la requisizione senza danneggiare l’approvvigionamento bellico.

Con osservanza.

IL SOPRINTENDENTE

(Alfredo Barbacci)

 

 

 

In totale dal censimento Troia risultò possedere 37 campane di cui 2 della chiesa di S. Giovanni al mercato, 3 della chiesa della Presentazione (oggi S. Francesco), 2 di S. Basilio, 3 della Buona Morte, 3 dell’Addolorata, 3 dell’Annunziata, 3 di S. Giovanni di Dio, 9 della Mediatrice, 1 della chiesetta di S. Croce, 1 di S. Vincenzo, 1 di S. Anna, 2 di S. Domenico e 4 della Cattedrale.

Attualmente invece i sacri bronzi del paese (calcolando anche i bronzi incrinati) sono 43 di cui 3 della chiesa di S. Anna, 4 della chiesa di S. Francesco, 3 di S. Basilio, 3 di S. Giovanni al Mercato, 5 della Cattedrale, 3 dell’ Addolorata, 3 di S. Giovanni di Dio, 3 di S. Vincenzo, 9 della Mediatrice, 3 di S. Domenico, e 4 di San Secondino. Una piccola campana si trova infine nella chiesa della Madonna del Carmine di Giardinetto e, facendo rientrare anche questa nel computo dei bronzi di Troia, si arriva ad un totale di 44 campane.

 

 

 

 

NOTE:

 

  1. Nella Diocesi di Troia, durante la Seconda Guerra Mondiale, furono requisite solo due delle 5 campane della Parrocchia di S. Maria Assunta di Biccari. Esse vennero ripristinate dall’Ufficio Ripristino Campane del Ministero dei Trasporti, con la collaborazione della Pontificia Commissione Centrale per L’Arte Sacra in Italia e sotto il controllo del Ministero del Tesoro, tramite la Fonderia Giustozzi di Trani che, in sostituzione delle campane asportate, ne realizzò altre due rispettivamente del peso di dg. 994 e dg. 330. (Dato ricavato da "Ripristino delle Campane requisite per esigenze belliche o distrutte o asportate per fatti di Guerra", Tipografia Poliglotta Vaticana, 1958)

  2. Sui moduli prestampati del Censimento è scritto "In generale si noti che si ritengono artistiche le campane anteriori al 1550".


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